Rottamazione Quinquies per gli enti locali: Cosa prevede
La Rottamazione Quinquies è stata estesa anche ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione da Regioni, Comuni ed enti locali, consentendo ai contribuenti di definire in maniera agevolata debiti locali pregressi.
La fonte normativa è rappresentata dalla Legge n. 199/2025, art. 1, commi da 82 a 101, che ha introdotto la Rottamazione quinquies, e dall’art. 10-quinquies del D.L. n. 38/2026, convertito dalla Legge n. 88/2026, che ha esteso la misura anche ai carichi degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
La definizione agevolata riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e può comprendere, a titolo esemplificativo, debiti relativi a IMU, TARI, tributi locali, canoni, sanzioni amministrative e altre entrate degli enti territoriali.
Con l’adesione alla rottamazione, il contribuente può estinguere il debito versando principalmente le somme dovute a titolo di capitale e rimborso spese, beneficiando dello stralcio di sanzioni, interessi, interessi di mora e aggio della riscossione, secondo quanto previsto dalla normativa.
Per le sanzioni amministrative, comprese quelle relative al Codice della Strada, la definizione opera in modo diverso poichè resta dovuta la sanzione principale, mentre possono essere eliminati interessi, maggiorazioni e somme accessorie.
Attenzione però per gli enti locali la rottamazione non è automatica.
È necessario che il singolo Comune, Regione o ente territoriale abbia deliberato l’adesione alla misura entro i termini previsti e abbia trasmesso il relativo provvedimento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione oppure in forma rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali, con applicazione degli interessi nella misura del 3% annuo in caso di rateizzazione.
Si tratta di un’opportunità importante per chi ha debiti locali pendenti, perché può consentire un risparmio concreto rispetto all’importo originariamente richiesto.
Tuttavia, prima di presentare la domanda, è fondamentale effettuare un’analisi professionale della propria posizione debitoria per verificare:
• se l’ente creditore ha aderito alla rottamazione;
• quali cartelle o avvisi rientrano nella definizione agevolata;
• quali importi possono essere effettivamente stralciati;
• quanto si può risparmiare;
• se il piano di pagamento è realmente sostenibile.
Con la nostra consulenza è possibile valutare correttamente la posizione, individuare i carichi definibili e stimare il reale risparmio ottenibile, evitando errori nella procedura e sfruttando al meglio i benefici previsti dalla normativa.
Rottamare non significa solo pagare meno: significa scegliere consapevolmente la soluzione fiscale più conveniente.
Dott. Giulio Valente – Dottore Commercialista dell’Ordine di Roma
